08/02/11 "Liberi Nantes, i rifugiati nel pallone"

Il football club che milita in terza categoria lancia l´appello "Un metro quadro di libertà" per ristrutturare il centro sportivo XXV aprile
Il campo dove si allenavano era a Pietralata, ma solo fino all´anno scorso. Un centro sportivo ce l´avrebbero: stessa zona, qualche metro più in là, al XXV Aprile, ma i soldi per ristrutturarlo al momento non ci sono «e i fondi previsti dalla Regione alla fine sono stati tagliati», spiega Gianluca Di Girolami, il fondatore della squadra di calcio per rifugiati, e soprattutto del progetto, "Liberi Nantes". Ma nonostante mille difficoltà economiche vanno avanti. La struttura, per gli organizzatori, potrebbe diventare la "Casa del diritto allo sport" (diritto sancito nel 1978 dall´Unesco) e anche per questo hanno lanciato la campagna "Un metro quadro di libertà", un atto simbolico per aiutare l´associazione a ristrutturare il centro sportivo (www. liberinantes. org).Perché gli organizzatori, nel loro progetto, ci hanno sempre creduto. Sin dall´inizio, nel 2007, quando hanno riunito un gruppo di ragazzi, circa centoventi, provenienti da oltre venti paesi differenti (dall´Afghanistan alla Guinea, dall´Eritrea alla Nigeria, dalla Costa d´Avorio alla Somalia, per citarne solo alcuni) dove imperversano guerre, dove ci sono dittature, da dove, tutti, sono scappati. Migranti forzati, ma uniti dalla passione per il calcio tanto da diventare giocatori del club di football "Liberi Nantes", che da tre anni partecipa al campionato provinciale romano di terza categoria. La prima squadra composta da rifugiati politici o richiedenti asilo ad essere iscritta a un torneo ufficiale della Federazione italiana gioco calcio. Ma ora i problemi, nonostante l´esperienza di «forte unità e utilità sociale», spiega Gianluca Di Girolami, sono raddoppiati.«Fino a oggi i fondi sono arrivati o da noi soci, circa una quindicina, o da privati che credono nel nostro progetto. Tranne seimila euro per l´affitto che ci ha dato due anni fa la Regione - spiega il fondatore del progetto - mentre ora alcuni aiuti ce li sta dando la Provincia. La verità, però, è che la crisi ha investito anche noi. Così siamo stati costretti a lanciare la campagna per l´adozione simbolica di un metro quadrato del campo di calcio del circolo XXV Aprile. E l´altra del "vecchio scarpino", in cui chiediamo a chi ne ha e non li utilizza più di contattarci e di donarceli, perché così possiamo farli utilizzare ai nostri ragazzi».Ma nonostante i riconoscimenti ufficiali, il patrocinio dell´Unhcr (Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati), i riflettori dei media internazionali (la Cnn ha fatto un servizio sulla squadra e Al Jazeera lo farà a breve), «non abbiamo risorse sufficienti per far vivere lo spazio che ci è stato assegnato. Per renderlo agibile, sicuro e aperto a chiunque, a cominciare dai bambini del quartiere - sottolinea Di Girolamo - . O il centro XXV Aprile diventa la casa di tutti e del diritto allo sport, o il sogno di Liberi Nantes rischia d´interrompersi». Nel frattempo la squadra prosegue il girone e la prossima partita è programmata per sabato. «Da calendario sarebbe una partita in casa - conclude Gianluca Di Girolamo - ma in realtà dobbiamo chiedere ospitalità altrove, perché non abbiamo un campo dove accogliere la squadra avversaria». (Foto di "Shoot 4 Change", organizzazione di volontariato fotografico sociale nata per dare voce a chi non ha la possibilità di essere ascoltato o visto).
Fonte:repubblica.it

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