13/09/10 "ricominciano tutte le attivita' del g.s. dil esquilino"

lunedi' 13 settembre
ricominciano tutte le attivita'
del g.s. dil esquilino
organizzate direttamente ed in collaborazione con gli istituti comprensivi "guicciardini" e "manin"
BASKET MASCHILE E FEMMINILE
MINIBASKET
BABYBASKET
DANZA CLASSICA
GINNASTICA DOLCE
PER INFORMAZIONI SUI CORSI, SUGLI ISTRUTTORI E SULLE PALESTRE
SIPREGA DI CONTATTARE I RAPPRESENTANTI DEL G.S. DIL ESQUILINO
PRESENTI PRESSO LE SCUOLE OPPURE SI PREGA DI VISITARE IL SITO INTERNET
WWW.GSESQUILINO.IT

11/09/10 "Un esercito di baby immigrati bussa alle porte delle elementari"

Lo studio: 100mila "nuovi italiani" sui banchi. "Ma la politica è rifiutarli". Il grande salto si farà nel 2015-2016. Tra quattro anni il loro numero raddoppierà
Nell'anno scolastico che sta per cominciare saranno circa l'11% di tutti gli iscritti alla prima elementare. Ma già nel 2015, secondo una stima della Fondazione Giovanni Agnelli, il loro numero salirà al 17%. Ossia centomila bambini, immigrati di seconda generazione, che approderanno tutti insieme sui banchi della scuola primaria.
Romeni, albanesi, cinesi, maghrebini, filippini, indiani, nati qui, nel nostro paese, nuovi italiani tra gli italiani, spesso ben integrati e bilingui, eppure ancora stranieri, perché senza cittadinanza e dunque con i diritti a metà. Bimbi e ragazzi made in Italy, con la pelle nera, gli occhi a mandorla, europei, asiatici, africani, simili e diversi insieme, figli di quel mini baby-boom dovuto all'immigrazione "residente" che negli ultimi anni ha fatto risalire il nostro avaro tasso demografico. C'è un nuovo mondo che bussa alle porte della scuola italiana, la fotografia del Paese che verrà, multietnico sì ma non ancora multiculturale, come sottolineano da tempo storici, demografi, insegnanti. Per i bambini immigrati infatti il percorso di studi sembra già "segnato" e accidentato sul nascere. Racconta Paolo Mazzoli, dirigente scolastico romano: "Le iscrizioni di quest'anno confermano che il numero degli alunni immigrati è in continua crescita, ma in modo disomogeneo tra i quartieri delle città, creando un impatto che la scuola spesso non riesce a gestire, sia per mancanza di risorse, ma anche per la mancanza di preparazione dei docenti, oggi a mio parere in profonda crisi di fronte a questa nuova sfida".
Eppure un cambiamento radicale è alle porte, come dimostra la ricerca della Fondazione Agnelli curata da Stefano Molina dal titolo "I figli dell'immigrazione nella scuola italiana". Dove a fronte di flussi migratori in calo, si dimostra che la quota di alunni stranieri è invece "ancora destinata a crescere almeno per un decennio". E se quest'anno su 590mila bambini italiani iscritti alla prima elementare 65mila saranno stranieri (di cui 45.700 nati nel nostro paese) il grande salto si avrà nel 2015/2016. Tra quattro anni infatti mentre il numero di baby studenti italiani resterà quasi identico, gli stranieri per cui si apriranno le porte della scuola primaria saranno 100.500. Un numero raddoppiato in pochissimi anni.
"Questi dati ci dimostrano che la gran parte dei bambini stranieri che si iscrive nelle nostre scuole - dice Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli - è in realtà nata in Italia. Si tende invece a parlare in modo indifferenziato di immigrati, soffermandosi soltanto sul problema linguistico, quando la gran parte di questi bambini l'italiano lo parla benissimo e magari con l'accento della città in cui vive. Il vero problema è la loro integrazione scolastica. In un certo senso è come essere tornati alla scuola degli anni Cinquanta, dove la differenza la facevano la classe e il ceto sociale. Questi ragazzi - aggiunge Gavosto - sono e si sentono italiani. E hanno diritto alla cittadinanza. A Torino il 30% dei bambini sotto i 5 anni ormai è costituito da stranieri nati qui: come possiamo non ritenerli italiani?". In un libro uscito di recente e dal titolo "La qualità della scuola interculturale" (Erickson) Milena Santerini, ordinario di Pedagogia Generale all'università Cattolica di Milano, racconta l'esperienza (virtuosa) di un gruppo di nove scuole ad alta percentuale di immigrati nel capoluogo lombardo. Spiega Santerini: "Nel mio viaggio all'interno di queste scuole primarie ho visto che davvero l'integrazione è possibile, ma servono fondi, strutture, e soprattutto un'idea di inclusione forte. In Italia sono stati fatti grandi sforzi, ma oggi è come se si stesse tornando indietro: basta vedere il tentativo di creare scuole soltanto di stranieri, una vera e propria strategia di segregazione. Il futuro passa attraverso la concessione della cittadinanza ai bimbi nati qui, e al coinvolgimento delle famiglie immigrate nel percorso di studio dei figli".
In realtà, come sottolinea Anna Granata, psicologa e ricercatrice di Pedagogia, "noi spesso immaginiamo i bambini e gli adolescenti immigrati divisi tra due mondi, in realtà si muovono benissimo tra due culture". "Molti di loro raccontano di aver scoperto di essere "stranieri" crescendo, perché mentre la scuola elementare include, le superiori separano. Così come la cittadinanza. È quando realizza di non avere i documenti in regola o di non poter partecipare alla gita di classe all'estero che un giovane, fino a ieri identico ai suoi coetanei italiani, capisce di essere un po' meno italiano, e magari un cittadino di serie B".
Di minori e di minori immigrati, lo scrittore Fabio Geda nella sua attività di educatore si è occupato a lungo. Fino a raccontare nel libro "Nel mare ci sono i coccodrilli", la storia vera, anzi l'odissea di un adolescente, Enaiatollah Akbari, fuggito bambino dall'Afghanistan dei talebani e approdato in Italia su un canotto di disperati. "Oggi Enaiatollah ha 21 anni, e ha deciso che vuole fare l'avvocato. E se la sua è una storia simbolo, di giovani immigrati con questa determinazione ne ho incontrati a decine. E spesso gli insegnanti raccontano - dice Geda - che sono proprio i bambini stranieri i più attenti e disciplinati in classe, pur arrivando da famiglie dove non si parla l'italiano, ma dove l'istruzione è considerata il salto verso un futuro migliore. Oggi però ci troviamo di fronte ad una scuola che non riesce a contenere nessun tipo di diversità, né la sfida multietnica, ma nemmeno l'handicap o il disagio sociale..."
Fonte:Repubblica.it

In attesa di Esquilindo.....24 e 25 Settembre 2010...."Puliamo il Mondo" al Mercato Esquilino e dintorni

Edizione 2008

Una foto ricordo tutti insieme!

Esibizione del corpo di ballo dell'Associazione Un Ponte tra i Mondi

Esibizione del corpo di ballo della
Scuola di Lingua e Cultura cinese Zhong Hua
Presentazione del libro:
"Pinocchio in volo tra immagini e letterature" a cura di Rossana Dedola e Mario Casari
Esibizione del
Coro Polifonico Multietnico di voci bianche Daniele Manin

Incontro presso l'Acquario Romano- Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e Provincia con la Sovrintendenza Comunale ai Beni Culturali.


Expo delle associazioni e dei servizi cittadini


Biciclettata ecologica per le vie del Rione


Esibizione del gruppo di ballo Love Flocks Youth and Children
dell'Associazione Filippina Deus Fratres Onlus

Giocatori della squadra di Cricket Piazza Vittorio Cricket Club

Tiri in libertà. Giovani giocatori di Badminton

24-25-26/09/10 "Puliamo il Mondo 2010"

Che cos'è Puliamo il Mondo?
Puliamo il Mondo è l'edizione italiana di Clean Up the World, il più grande appuntamento di volontariato ambientale del mondo. Dal 1993, Legambiente ha assunto il ruolo di comitato organizzatore in Italia ed è presente su tutto il territorio nazionale grazie all'instancabile lavoro di oltre 1000 gruppi di "volontari dell'ambiente", che organizzano l'iniziativa a livello locale in collaborazione con associazioni, comitati e amministrazioni cittadine.
Puliamo il Mondo è un'iniziativa di cura e di pulizia, un'azione allo stesso tempo concreta e simbolica per chiedere città più pulite e vivibili.
Puliamo il Mondo 2009: un grande esempio di integrazione
Alla sedicesima edizione di Puliamo il Mondo hanno aderito 1.700 comuni e circa 700.000 volontari - tra famiglie e associazioni, insegnanti e studenti - che si sono rimboccati le maniche per ripulire 4.500 aree da rifiuti abbandonati. L'edizione 2009 di Puliamo il Mondo è stata la dimostrazione tangibile che l'unione fa la forza. Numerosi appuntamenti infatti si sono svolti all'insegna dell'integrazione e della pacifica convivenza tra le comunità presenti nel nostro Paese.
Le origini: Clean up the World
Puliamo il Mondo è conosciuta a livello internazionale come Clean Up the World, una delle maggiori campagne di volontariato ambientale nel mondo. Con questa iniziativa vengono liberate dai rifiuti e dall'incuria i parchi, i giardini, le strade, le piazze, i fiumi e le spiagge di molte città del mondo.
La campagna ha avuto origine dalla collaborazione tra Clean Up Australia e l'UNEP (United Nations Enviroment Programme), legate dal comune obiettivo di estendere su scala globale quanto proposto dall'iniziativa Clean Up Sydney Harbour Day, realizzata in Australia nel 1989.
Clean Up Sydney Harbour Day e, successivamente, Clean Up Australia sono stati ideati dal costruttore e velista australiano Ian Kiernan. Nel 1987 Ian Kiernan, navigando attraverso gli oceani con la sua barca a vela, fu impressionato e disgustato dall'enorme quantità di rifiuti che incontrava ovunque andasse, anche nelle aree più incontaminate come il Mar dei Sargassi nei Caraibi.
Nel 1990, sull'onda di quello che fu un grande successo, venne mobilitata l'intera nazione, nella prima giornata di Clean Up Australia, che registrò una partecipazione di oltre 300.000 volontari. Nel 1993, Clean Up Australia coinvolse altri paesi nella sua campagna di impegno per la tutela dell'ambiente, dando vita alla prima edizione di Clean Up the World.
Per Info
www.puliamoilmondo.it

12/08/10 "Esquilino, dossier sulla città sporca"

Il rapporto degli abitanti: "Cassonetti fuori uso, portici di piazza Vittorio mai puliti"
Sessanta giorni di osservazione, 22 cittadini "ispettori" e 44 postazioni controllate: i residenti del rione più multietnico di Roma hanno monitorato i cassonetti di gran parte delle vie dell'Esquilino. Il risultato, come si legge nel dossier di "Cittadinanzattiva", è che i raccoglitori di rifiuti sono spesso in pessime condizioni, posizionati in modo non sempre congruo con le necessità degli abitanti, insufficienti in alcune aree del rione, stracolmi di rifiuti e soprattutto la raccolta differenziata è ormai soltanto un miraggio. "Vogliamo il porta a porta - sottolinea il presidente dell'associazione Roberto Crea - Così il sistema non funziona". E sulla situazione critica dei portici di piazza Vittorio, dove da quasi un mese non si effettua la pulizia, i residenti hanno contattato le autorità sanitarie. "Faremo una denuncia, è in gioco la salvaguardia della pubblica salute", incalza il rappresentante di Cittadinanza Attiva. Strati di sporco alti anche qualche millimetro a due passi dai tavolini dei bar, deiezioni umane, odore acre accentuato dalla calura estiva: è questa la fotografia scattata sotto i colonnati della principale piazza dell'Esquilino. "Molte le segnalazioni verbali, telefoniche e scritte ad Ama ma non abbiamo avuto alcuna risposta né c'è stato alcun intervento adeguato", precisa Crea. Una situazione degradata, confermata dal report che sarà inviato a tutte le istituzioni. I cassonetti sono troppo vecchi, con rilevanti ammaccature, pedali per nulla funzionanti, coperchi piegati che non si chiudono o non si aprono come in via Buonarroti o piazza Fanti. Il posizionamento appare non sempre congruo con le necessità degli abitanti, con contenitori sul marciapiede o in posti dove creano intralcio alla circolazione. Di più. "In via Turati li hanno tolti e bisogna fare mezzo chilometro a piedi per buttare l'immondizia oppure intorno al mercato di piazza Vittorio sono troppo pochi e sempre pieni di rifiuti", sintetizza Cittadinanzaattiva
Fonte:repubblica.it

La comunità indiana, cultura e tradizioni care già agli antichi romani

 da www.ezrome.it

Gli antichi romani erano ghiotti di spezie indiane ed amavano i tessuti esotici provenienti da quell’enorme triangolo geografico oggi chiamatosubcontinente indiano. Plinio menzionava gli elevati costi di importazione, citando le dannose conseguenze sul bilancio economico dell’impero.
Arrivando ai giorni nostri, è ormai evidente che il popolo indiano è andato diffondendo in tutto il mondo le sue grandi potenzialità, culturali, scientifiche e umane.
Nella capitale la presenza indiana è relativamente giovane, ma ha saputo ricavare una nicchia variegata e dinamica che ha ormai costellato la città di singolari odori, colori e costumi. Ciascuna delle numerosissime regioni indiane porta con sé caratteristiche tipiche, che si manifestano negli svariati aspetti culturali, dall’artigianato alla cucina, dalla musica alla religione, dalle pratiche terapeutiche ai musei.

India_cibo

L’aspetto che ha rappresentato inizialmente il mondo indiano nella capitale è probabilmente quello legato ai ristoranti, con la loro famosa ed inconfondibile cucina speziata e le mille sfaccettature del piatto indiano per antonomasia, il risoPilaf o buriani, con zafferano o curcuma o aromatizzato con gli agrumi.
I locali storici, i primi che Roma ha visto nascere, sono stati quelli del quartiere Monti: il "Guru" (via Cimarra n.4, 06.48904656 – 06.4744110) ed il "Maharajah" (via dei Serpenti n.124, 06.4747144, www.maharajah.it). Di recente è sorto un originale servizio di cucina a domicilio offerto dal cuoco Aziz Khan (339.7917034).
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Una serie di negozi consentono di accostarsi alla cucina acquistando il caratteristico riso basmati tilda ed ad una ricca varietà di spezie: cumino, zenzero, curcuma, cannella, cardamomo e masala, il cocktail presente in ogni tipico piatto indiano. All’interno del mercato Esquilino di via Ricasoli, diversi sono i box dove si trovano i prodotti tipici. Tra i negozi più forniti c’è “La bottega delle spezie” (via Luca della Robbia n.20, 347.8035351,www.labottegadellespezie.it), nel quartiere Testaccio. Una volta dentro il locale, è facile inebriarsi con gli odori e gli aromi delle quasi 100 spezie sfuse presenti. Molte qualità di riso rifiniscono l’offerta, tra cui il basmati e quello rosso integrale.
L’artigianato è una delle caratteristiche più attraenti di una cultura, in quanto è la rappresentazione della capacità di quel popolo di esprimere creatività ed estro. Tra i molti locali specializzati, meritano una visita la “Asian gold house” (via Lamarmora n.20, 06.4457400), rivolta soprattutto a gioielleria e bigiotteria e “Fabindia” (via Banco di Santo Spirito n.40, 06.68891230, www.fabindia.it), che offre rifinitissimi tessuti creati con una tecnica tipica.
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È invece un indotto a parte quello che gravita attorno alle pratiche legate al benessere psicofisico. Le moltissime discipline yoga trovano spazio nei numerosi centri specializzati. Accademia Yoga (via XX Settembre n.58/A, 06.4742427, www.accademiayoga.it) è un’associazione culturale nata per diffondere la disciplina raja di Patanjali, che si adatta particolarmente al mondo occidentale per i suoi caratteri di efficacia e praticità. Il “Centro Yoga Jap” (via Aurelia n.480, 06.6634761, www.yoga-kundalini.it) pratica invece la disciplina Kundalini, proponendo seminari di approfondimento e corsi per principianti ed avanzati, pre e post parto.
Merita una menzione a parte la variegata presenza di luoghi di culto, differenziati a seconda della religione praticata. Per quanto riguarda il buddhismo, tutti i centri fanno riferimento alla “Unione buddhista italiana”, ente nazionale di religione buddhista riconosciuto legalmente dallo Stato italiano. I centri induisti sono invece il “Tempio di Sri Sri Nitai - Sacinandana” ed il “Tempio Sikh-Gurudawara”. Infine, numerosi sono i centri che consentono la celebrazione del culto cristiano. Alcune di esse sono la Basilica dei Santi Apostoli, la Chiesa di Santa Caterina dei Funari e quella di Santa Maria Maggiore in San Vito.
Anche il teatro e le arti indiane hanno conquistato un discreto spazio. Diverse sono le compagnie teatrali, tra cui “Argillateatri - The Way to the Indies” (via della Caffarelletta n.33, 368.3258777, www.argillateatri.org), associazione attiva nella realizzazione di progetti interculturali e “Milon Mela” (Clivo di Monte del Gallo n.18, 339.6867996,milonmela@sify.com), impegnata in danze sacre (gotipua e chhau), canti ed arti marziali (marma e kalaripayattu).
Infine, per chi non ha ancora deciso dove trascorrere le vacanze e aspetta l’occasione del last minute esotico, la capitale offre agenzie specializzate per l’organizzazione di viaggi mirati. “Popular Travels & Tours” (via Principe Amedeo n.269, 06.44704905, www.nationalexchange.it), “Rajawat India Tours & Travel Agency” (via Principe Amedeo n.231, 06.97273667, indiatour@fastwebnet.it), “Prominent Travel” (via Ferruccio n.32, 06.4465985 – 06.49389394,overseas12@hotmail.com).
Una piccola parte della sterminata popolazione indiana è cittadina del mondo. Una minuscola parte è cittadina della capitale. Abbiamo l’occasione per cogliere un’opportunità importante, scambiando cultura ed accogliendo la diversità di un popolo stupefacente. Un popolo che solo recentemente ha alzato la testa ribellandosi ad una condizione di centenaria sottomissione. È il momento per imparare, agevolando l’integrazione multietnica e prepararci anche noi ad essere cittadini del mondo.

04/09/10 "Social Street Art"


SOCIALSTREETART - B BOY EVENT
FESTIVAL ITINERANTE DI ARTI URBANE E SOCIAL
Sabato 4 settembre 2010
Casale A.L.B.A 3, Parco di Aguzzano - via Fermo Corni, Roma
Dalle ore 15:00 alle 00:30.

SOCIAL STREET ART è a cura di Cooperativa Sociale Eureka I Onlus e le Associazione fuori conTesto e 2SMART.
Roma, 4 settembre 2010, SOCIAL STREET ART – un festival di arti urbane che racchiude "arti di strada" e temi sociali.
Spettacoli, performance di breakdance, graffiti e video proiezioni che affrontano tematiche sociali, quali il valore della diversità ed i diritti umani interpretandole con un linguaggio contemporaneo.
Dal pomeriggio a tarda notte, il centro di cultura ecologica, Casale Alba3, ospiterà questa iniziativa inserita all'interno del programma "Estate Romana 2010 - 33a edizione" del Comune di Roma.
SOCIAL STREET ART ospita l’11a Edizione del B-BOY EVENT, contest di richiamo Internazionale, giunto alla sua 11a edizione che porterà 
a 
Roma
 ragazzi provenienti 
da
tutta Italia 
e 
dall'estero.
SOCIAL STREET ART reinterpreta per l'occasione il concetto di aerosol art e per tutta la durata dell'evento verranno proiettate sull'edificio di Casale A.L.B.A.-3 spot e campagne sociali nazionali ed internazionali.
SOCIAL STREET ART ospita l'istallazione KILYKÀ, il corpo che genera musica, progetto trainante della BCCA. Il movimento dell'artista si trasforma in musica, immagini e interattività. Gli artisti ad improvvisare con “Kilykà” saranno i Badu Rhythm e Shea99.
SOCIAL STREET ART allestisce una sezione GRAFFITI interamente curata da Walls. Walls riunisce un team di professionisti supportati dai migliori artisti e designer italiani.
La manifestazione è realizzata con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma
CONTATTI:
Comunicazione ed ufficio stampa: 2SMART
Tel: 06/43419268
Web: www.socialstreetart.org
Email: stampa@socialstreetart.org
Direzione Artistica: Fuori ConTesto
Organizzazione: Eureka Primo Onlus
info@socialstreetart.org
Per iscrizione al contest: bboyevent@gmail.com

27/07/10 "Caccia al tesoro dell'Esquilino"

A cura dello Sportello di Mediazione Socio- Ambientale "Abitare le relazioni"-Municipio Roma Centro Storico
all'interno del Centro estivo 2010, organizzato dall'Associazione Genitori Di Donato in collaborazione con il Municipio Roma Centro Storico e l'I.C. Manin

corso GRATUITO per Mediatori Culturali

Innovazione & Risorse srl e H.E.L.P. Società Cooperativa Sociale - ONLUS
organizzano il corso GRATUITO per Mediatori Culturali
Corso finanziato dalla Provincia di Roma.
Il corso, della durata di 160 ore, è rivolto a 20 mediatori culturali/interculturali (persone con qualifica riconosciuta/attestato in mediazione culturale/interculturale), sia italiani che immigrati con prevalenza di immigrati, anche di II° generazione e donne, che intendano migliorare la propria posizione sul mercato del lavoro professionale, integrando le proprie competenze con quelle specifiche dei Servizi destinati al lavoro.

Per informazioni:

Coop H.E.L.P.
Indirizzo: Largo Giuseppe Veratti, 15/16 – 00146 Roma
Tel 06 45504111 / 07
E-mail:
coophelp@coophelp.org
Innovazione & Risorse Srl
Indirizzo: Via Gregorio VII n. 500
Tel 06 66018330
E-mail:
info@innovazioneerisorse.it

“Conflitto, Nonviolenza e Cambiamento: un percorso formativo per operatori / operatrici di pace”


“Conflitto, Nonviolenza e Cambiamento: un percorso formativo per operatori / operatrici di pace”
Percorso formativo per operatori / operatrici di pace internazionali 6 – 11 settembre 2010, Firenze Sede: Casa per la Pace di Pax Christi, Impruneta (FI)
Associazioni Promotrici : Associazione Studio Mediazioni, Centro Studi Difesa Civile (referente italiano di Nonviolent Peaceforce), Un Ponte Per...
Progettazione e formazione : Giovanni Scotto
Supporto scientifico: Centro Interuniversitario per la Pace, l'analisi e la Mediazione dei Conflitti, Università di Firenze
Presentazione Il percorso che proponiamo è destinato a persone interessate a fare un'esperienza di lavoro internazionale di pace. Alla base del percorso c'è un'adesione ai valori della nonviolenza intesi in modo pragmatico, ovvero con l'obiettivo di incidere direttamente nella realtà sociale politica in cui gli operatori di pace sono calati. Questo approccio si richiama alle grandi esperienze della nonviolenza mondiale e alla tradizione italiana inaugurata con il lavoro di Aldo Capitini e Danilo Dolci.
Il percorso intende raccogliere e valorizzare diverse esperienze nel campo dell'intervento e della formazione: l'intervento civile di organizzazioni come Nonviolent Peaceforce e le Brigate Internazionali di Pace (PBI), le esperienze italiane di interventi civili, in particolare nei Balcani e in Israele-Palestina, e le esperienze formative condotte dai promotori negli ultimi anni nell'Università, con gli enti locali e con la società civile (progetto Interventi Civili di Pace – INFO-EAS).
Lavoreremo in aula connettendo i problemi dei conflitti violenti con le esperienze e le prospettive dei partecipanti. Cercheremo nessi e richiami tra le problematiche degli interventi in contesti ad alto livello di escalation, durante e dopo conflitti violenti, e situazioni concrete – anche in ambito locale – di cui i partecipanti hanno esperienza diretta. Sperimenteremo le conoscenze e competenze necessarie agli interventi civili di pace attraverso una metodologia attiva, con l'uso di giochi di ruolo, simulazioni, lavoro autobiografico.
La parte finale del corso sarà dedicata a facilitare l'ingresso dei partecipanti al lavoro internazionale di pace. Tra le attività previste: presentazione del panorama internazionale delle organizzazioni che lavorano per la pace; il reperimento di informazioni; la conoscenza degli strumenti telematici; l'esplorazione delle traiettorie professionali che portano a “lavorare in pace”. I partecipanti al corso avranno inoltre accesso al servizio di job placement “Lavorare in pace”, realizzato congiuntamente da CSDC e Studio Mediazioni; i partecipanti interessati costituiranno in prospettiva il nucleo di una rete stabile di operatori di pace.
Iscrizioni
Le iscrizioni terminano il 17 luglio 2010.
Il corso verrà attivato con un minimo di 12 iscritti. Il numero massimo di partecipanti sarà di 25.
La quota di iscrizione base è di 420 euro. Una quota ridotta di 320 euro è prevista per studenti e persone con basso reddito.
La quota copre: la partecipazione al corso di formazione, i materiali didattici, il pranzo nella sede del corso. Iscrivendosi al corso si avrà inoltre diritto ad usufruire per 6 mesi del servizio di informazione e orientamento “Lavorare in pace”, a cura del Centro Studi Difesa Civile.
Per iscriversi occorre inviare il modulo i propri dati personali (in allegato) all'indirizzo
info@studiomediazioni.it e versare una prima rata di 100 euro sul conto corrente bancario intestato a Associazione Studio Mediazioni, Banca Popolare Etica, Filiale di Firenze, IBAN IT09 D050 1802 8000 0000 0127 734, con la causale “corso operatori di pace 2010”.
La conferma alla partecipazione verrà data entro il 24 luglio 2010. In caso di mancata conferma dell'iscrizione il versamento verrà rimborsato. L'iscrizione si considererà perfezionata solo con il versamento della seconda rata, entro il 25 agosto 2010.
Borse di studio
Studio Mediazioni non è al momento in grado di offrire contributi a parziale o totale copertura dei costi, ma è alla ricerca di enti in grado di offrire borse di studio. Gli interessati sono pregati di contattare Giovanni Scotto:
giovanni.scotto@unifi.it
Casa per la pace
Il corso si svolgerà presso la Casa per la Pace di Pax Christi, in via Quintole per le Rose 131 50023 Impruneta (Firenze) Tel. 055 2374505, Fax 055 2020608. Email :
casaperlapace@paxchristi.it .
Cena e pernottamento
Per coloro che lo desiderano, è possibile cenare e pernottare alla Casa per la Pace. I costi: cena 10 euro, pernottamento 20 euro. Si prega di contattare lo staff della Casa per la Pace per le prenotazioni.

16/07/10 "Africa-Italia. Scenari migratori"


Presentazione
del nuovo libro Caritas/Migrantes

Africa - Italia. Scenari migratori

Progetto finanziato dal Fondo Europeo per l’Integrazione
(Commissione UE-Min. Interno/Dip. Libertà Civili e Immigrazione)
Roma, 16 luglio 2010, ore 11.00
Salone Monte dei Paschi di Siena
Via Minghetti, 30/a (Piazza Colonna)
Per informazioni
Tel.: 06.66514345 int. 1 o 2
E-mail:
idos@dossierimmigrazione.it

1-31/07/10 Ludoteca con i bambini di Piazza Vittorio "A che gioco giochiamo?"

per info

01/07/10 "Permesso di sognare"

....quando anche per sognare bisogna chiedere il consenso....noi preferiamo essere sognatori senza permesso....
1 luglio 2010 -
ore 21.00
Parco della cellulosavia della Cellulosa 132 – Roma
il Progetto AnimEnea
(gestito dalla Cooperativa Sociale Eureka I Onlus, la Società Cooperativa Sociale Onlus Eureka Network Laboratory e il“Centro Giovani Casalotti” Associazione Culturale di Studi e sostegno dell’ età giovanile onlus)
presenta
la Performance di teatro PERMESSO DI SOGNARE ed il documentario ALI'
i prodotti sono stati realizzati all'interno del laboratorio di teatro rivolto ad insegnanti di italiano per stranieri, mediatori culturali, operatori sociali e rifugiati politici
ed all'interno delle attività sportive rivolte ai rifugiati politici ospitati dal centro Enea