La Notte Europea dei Musei alla Casa dell'Architettura

c.a. Associazioni Esquilino

Gentilissimi,

quest'anno per la prima volta il Comune di Roma aderisce alla Notte Europea dei Musei e anche la Casa dell'Architettura partecipa a questo evento con apertura straordinaria fino alle 24.
Durante la serata saranno organizzate due visite guidate dell'Acquario Romano con prenotazione obbligatoria per un max di 20 persone a visita e con un concerto jazz gratuito fino ad esaurimento posti.

Pensiamo che potrebbe essere una bella occasione per gli abitanti dell'Esquilino poter visitare l'Acquario con una guida.

La notizia si trova sul nostro sito
www.casadellarchitettura.it

Fiduciosi in una vs.adesione all'iniziativa inviamo cordiali saluti

Alessandra Ronchetti
Segreteria Presidenza
tel. 06.97604507

SAVE THE DATE:10 maggio vai D(i)RITTO AL CIBO!

Il 10 maggio vai D(i)RITTO AL CIBO!
La campagna Diritto al Cibo ti invita a festeggiare una giornata particolare: la World Fair Trade Day dedicata a sovranità alimentare e agricoltura sostenibile. Una gustosa kermesse di iniziative per giovani e meno giovani per scoprire come è possibile rendere più equo il mercato globale del cibo.
Vi aspettiamo numerosi, diffondete!
PROGRAMMA DELLA GIORNATA
10 maggio 2009
Circolo degli Artistivia casilina 42 ingresso libero
h 11.00 > 17.00 GIOCO che nutre
100 strade per giocare
laboratori su cioccolato e spezie
h 11.00 PAROLA che nutre
Campagna Diritto al Cibo
Chiara Bonati, presidente Altromercato
Dossier Biodiversità a Rischio 2009
Gerardo Delfino, dirigente di ricerca dell'INEA (istituto nazionale di economia agraria)
Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Legambiente aree protette
Sebastiano Venneri, vice presidente Legambiente
Giampiero Sammuri, presidente Federparchi
Caffè della Scienza "Alla ricerca dei semi perduti. Un viaggio nella biodiversità agraria tra scienza, filiera alimentare, ambientalismo e tradizioni culinarie."
Stefano Padulosi, senior Scientist, Bioversity International
Ernesto Di Renzo, antropologo, Università Tor Vergata
Vittorio Leproux, consigliere, Altromercato
Nicola Corona, coordinatore ufficio aree protette e territorio, Legambiente
Modera: Francesca Romana Capone
h 13.00 CIBO che nutre
Pranzo BIO&EQUO
h 16.00 ARTE che nutre
Sfilata riciclosa e appetitosa
La cooperativa Occhio del Riciclone reinterpreta il diritto al cibo attraverso divertenti abiti ottenuti con materie prime riciclate e scarti.
h 17.00 LETTURA che nutre
Ascanio Celestini
D(i)ritto al Cibo è un'iniziativa altromercato,realizzata in collaborazione con Aiab, Legambiente, Movimondo, Mondi Possibili, Occhio del Riciclone e Circolo degli Artisti

Cani e gatti, così si litiga nei condomini. In aumento le contese tra i vicini

ROMA - C'è il rumore irritante dei tacchi e quello monotono delle lavatrici, il bucato gocciolante, i mozziconi gettati, le tovaglie sbattute, gli odori del soffritto o quelli del curry, gli androni troppo pieni di piante o troppo vuoti, gli schiamazzi nel cortile o appena fuori. È lungo l'elenco dei motivi tanto futili quanto seri che provocano insanabili rancori tra condomini, guerre in tribunale o sul pianerottolo, scontri decennali, odi sotto traccia. Ma ad aumentare ogni giorno il tasso delle liti di vicinato ci sono gli animali. I cani, soprattutto, ma anche gatti, cavalli, piccioni, tartarughe sono causa di una lite tra vicini ogni 20 minuti e di queste almeno un quarto finisce in tribunale. La denuncia arriva dall'Aidaa, secondo i dati che i sostenitori dell'associazione in difesa degli animali hanno raccolto nei loro sportelli online, lo scorso anno sono state almeno 26 mila le liti condominiali in Italia scatenante da animali, circa 70 al giorno. Casi di ordinaria insofferenza o situazioni limite. Ecco le ottomila pagine di carte processuali prodotte per chiarire il conflitto tra la signora che alla periferia di Milano ha fatto causa alle 500 famiglie del suo condominio per via di tre gatti (il quarto nel frattempo era morto) che vivevano nel cortile. Tutti i condomini li tolleravano ma lei no: i peli entravano dalla finestra e le provocavano l'asma. Ed ecco il signore che vuole tenere un cavallo nel garage e quello che possiede duemila piccioni viaggiatori che infastidiscono il proprietario della villa contigua. "Questi sono i casi limite - spiega Lorenzo Croce, presidente dell'Aidaa - ma ci sono tutte le altre liti dovute alla convivenza quotidiana, l'uso degli spazi comuni. Per molte di queste risse gli animali sono solo un'occasione per dare sfogo ad altri rancori". Le liti tra vicini causate dagli animali hanno anche una loro classifica geografica: in testa per rissosità Lombardia e Lazio, seguite dalla Puglia, Veneto, Toscana e Piemonte. Le città dove si litiga di più sono Milano, Roma e Padova. Che cosa scatena l'ira del condomino? "L'abbaiare dei cani durante le ore del riposo e di notte. Le condizioni igieniche degli appartamenti dove vivono cani che provocherebbero insopportabili odori. Poi le questioni legate agli spazi comuni e agli ascensori che per molti andrebbero interdette agli animali". La cosa che però più sorprende è che non sono gli escrementi lasciati nei giardini condominiali la prima causa di lite. "Recenti sentenze della Cassazione e le ultime ordinanze dovrebbero mettere ordine, ma gli animali spesso sono solo un pretesto", dice Croce.
Da Nord a Sud infatti tra vicini si consumano battaglie rancorose. Secondo dati dell'Anammi, l'associazione amministratori di immobili, due milioni d'italiani sono in causa con il vicino di casa, sono guerre periferiche che si consumano tra piccoli dispetti o odi furiosi. Fino allo scontro finale. Lo scorso anno 65 liti condominiali provocate da animali hanno causato feriti e, in quattro casi, un morto.

Ferimento alla media Falcone, la preside:«I coltelli? Frutto dell'emulazione»

Da Il Messaggero.it
I genitori: «Il Villaggio Prenestino è la periferia della periferia»
ROMA (2 maggio) - Due anni fa due ragazzini delle medie furono picchiati davanti alla scuola media Falcone di Villaggio Prenestino. «Li aspettarono dei ragazzi più grandi, li pestarono», ricorda Donatella Baldacci, la madre di uno di loro, che oggi frequenta le superiori. «Quel giorno decidemmo di reagire e fondammo l’Associazione Genitori Scuola Insieme. Volevamo offrire ai nostri ragazzi qualcosa di più della vita di periferia: sostenere progetti educativi, momenti d’incontro, dal gospel alle rampicate. Qui siamo alla periferia della periferia. Il sindaco l’altro giorno si è fermato a Tor Bella Monaca. Ecco, vorremmo che arrivasse anche a Villaggio Prenestino, almeno una volta. Sa dov’è la stazione dei carabinieri più vicina? A San Vittorino, molto lontano da qui».Alla periferia di Tor Bella Monaca. Siamo nel territorio dell’Ottavo Municipio, che quasi sempre viene ricordato solo per Tor Bella Monaca con una semplificazione che esclude vaste e variegate fette di territorio. Qui l'altra mattina, nel campo da basket della scuola, un ragazzino romeno di neppure quindici anni ha accoltellato, per fortuna non in modo grave, un altro ragazzo ripetente, un sedicenne. Ancora coltelli, ancora violenza, ancora periferia.Tessuto sociale frantumato. «Ma è una periferia complessa da comprendere - spiega un genitore, Mario, che lavora nelle forze dell’ordine e quindi conosce bene il territorio - Questa borgata fu costruita negli anni Cinquanta da famiglie arrivate dalle Marche. Per anni è stato un piccolo paese, dove tutti si conoscevano. Poi dieci anni fa, il tessuto sociale è mutato, si è complicato. Sono state costruite le case popolari a Ponte di Nona, sono arrivati nuovi cittadini, anche immigrati. Tutto troppo in fretta. L’incontro fra i due tessuti sociali differenti è stato portatore di guai».Ragazzi difficili. A complicare un territorio a macchie di leopardo - le case basse e le palazzine di Villaggio Prenestino e a qualche chilometro i palazzoni dell’edilizia popolare - la crescita di nuovi insediamenti. Spiega una mamma: «Questi ragazzi, quando escono da scuola, non si incontrano. Nel pomeriggio ci sono quelli che abitano da una parte, nelle case popolari, e quelli che stanno magari qui attorno, a Villaggio Prenestino. Quelli delle case popolari ci accusano di escluderli, noi magari accusiamo loro di non dialogare, di non integrarsi». Il tessuto sociale sfilacciato, che genera contrasti, trova così un punto d’incontro nelle dieci classi della Falcone (che ha poi altri plessi sparsi sul territorio) dove ragazzi che provengono da famiglie difficili o con genitori immigrati che lavorano dodici ore al giorno faticano a integrarsi.Rischio bullismo. «Questa scuola è stata qualificata a rischio, riceviamo finanziamenti per i corsi di legalità - osserva la preside, Anna Maria Pintus -, ci sono anche ragazzi difficili, con situazione familiari particolari. Ma sarebbe sbagliato semplificare tutto pensando solo agli stranieri. Rappresentano solo il dieci per cento degli alunni». Inutile negarlo: episodi di violenza, di bullismo, risse piuttosto che furti, ci sono stati negli ultimi anni. «Ma mai niente di così grave». Fra i genitori ieri c’era chi drammatizzava: «Siamo una scuola di frontiera, i ragazzini sono minacciati e taglieggiati per strada». Una signora: «Ci sono studenti ripetenti che salgono sulla cattedra e vogliono comandare». «Ci sono risse, cellulari rubati, una violenza esasperata. «Come è possibile che si possa entrare a scuola con il coltello, perché non installano i metal detector?», incalzava un genitore.Senza controlli. «I carabinieri qui ci sono oggi, perché è successo questo fatto così drammatico - insiste Mario, mentre aspetta il figlio - ma di solito non si vedono, la loro stazione è troppo lontana. Ecco, servirebbero più forze dell’ordine da queste parti, più controlli».I coltelli. La preside Pintus ieri mattina raccontava: nei corridoi si respira un clima di tensione, è necessario parlare con questi ragazzi, devono riflettere su quanto è successo. In televisione sentono parlare di coltelli, anche fra i giovanissimi, e decidono di emulare, di copiare. «Eppure qui svolgiamo dei corsi di legalità, stiamo ad esempio studiano il libro di Gherardo Colombo e il 14 maggio parleranno con lui, in videoconferenza, a Tor Vergata. Un centinaio di loro sono stati a visitare Auschwitz». Aggiunge l’insegnante di lettere, Maura Pasini: «E’ triste che ora si parlerà di questa scuola solo per questo fatto, per quanto gravissimo». Un ragazzino mentre aspetta l’autobus spiega come funziona la storia dei coltelli: «Non è che ce l’hanno tutti, ma qualcuno ce l’ha».

PROGETTO “EUROPE- CHANTIER TRANSFERT D’INNOVATION”

PROGETTO “EUROPE- CHANTIER TRANSFERT D’INNOVATION”
Formare i giovani all’Europa
Roma, 7 maggio 2009
UNICEF– via Palestro, 68

PROGRAMMA
09.00 – 9,30 Registrazione dei partecipanti
9,30 – 10.00 Saluti di benvenuto
On.le Davide Bordoni, Assessore alle Attività Produttive, al Lavoro e al Litorale del Comune di Roma
Federico Bardanzellu, Direttore del Dip.to XIV
Paola Conti, Dirigente Ufficio Comunicazione Istituzionale
10.00 – 11.30 Il progetto “Euro-Chantier Transfert d’Innovation”
Jean Paul Meheust: Direttore dell’Associazione Crysalis
Indagine sui bisogni formativi delle scuole superiori di Roma
“ Formazione all’Europa”
Laura Pernice: Orientatore COL S. Lorenzo
Presentazione dell’Agenzia “Europe-Chantier” del Comune di Roma
Rita Capponi – Dirigente VI U.O. Dip.to XIV
11,30 – 11,45 Pausa caffè
11,45 – 12.30 Interventi di:
Elisabetta Olivi Funzionaria Rappresentanza in Italia della Commissione Europea
Maura Di Giacinto Docente Pedagogia interculturale Facoltà di Scienze della Formazione Università Roma Tre
Patrizia Corasaniti Referente Regionale “Europa dell’Istruzione” Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio
Roberta Morgantini Dirigente Scolastico Istituto Professionale Vespucci
Maria Odoni - Direttrice CFP Simonetta Tosi
12.30 – 13.30 Dibattito e chiusura dei lavori
Coordina i lavori: Gianna Nicoletti – Responsabile progetto ECTI

Figli di immigrati, nati in Italia

Figli di immigrati, nati in Italia
tavola rotonda Osservatorio sociale Ugl
7 maggio 2009-ore 16.30 Residenza di Ripetta, sala Bernini
Via di Ripetta 231 - Roma


“Sono una 2° generazione, figlio di immigrati, nato in Italia: cittadino italiano? quando e come?”

è il titolo della tavola rotonda promossa dall’Osservatorio Ugl sui fenomeni sociali, coordinato da Eugenio Cardi, che si terrà a Roma il 7 maggio alle ore 16.30 presso la Residenza di Ripetta (Sala Bernini).
Un focus sulle cosiddette Seconde Generazioni, ragazzi nati in Italia, figli di immigrati: studiano nel nostro Paese, parlano la nostra lingua e i nostri dialetti, molto probabilmente non sono nemmeno mai stati nel paese d’origine dei loro genitori né – spesso – ne parlano la lingua. Eppure non sono riconosciuti cittadini italiani come tutti gli altri. Per ottenere la Cittadinanza italiana devono infatti sottoporsi – al compimento del 18° anno di età – ad un iter burocratico lungo e complesso, che non sempre termina con esiti positivi per il richiedente, con conseguenti e inevitabili gravi problemi di inserimento sociale e di identità.
Ne discuteranno qualificati rappresentanti del mondo istituzionale, sindacale, di quello cattolico e dell’immigrazione:
Mons. Vittorio Nozza, Direttore Caritas Italiana, Don Giandomenico Gnesotto, Direttore Nazionale Migrantes per gli immigrati e per i profughi, Mario Morcone, Capo Dipartimento Libertà civili e immigrazione del Ministero dell’Interno, Giovanni Puglisi, Presidente Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, Savino Pezzotta, Presidente CIR, Mussie Zerai, Presidente Agenzia Habeshia, Valerio Savio, magistrato, Mohamed Tailmoun, Portavoce Rete G2 (
www.secondegenerazioni.it).
A moderare i lavori, introdotti da Eugenio Cardi, la giornalista Karima Moual. Le conclusioni saranno affidate al Segretario Generale dell’Ugl, Renata Polverini.

L’iniziativa si propone di amplificare e diffondere l’informazione sulla problematica politica e sociale e di riflettere sulla necessità di un miglioramento e semplificazione della legge sulla Cittadinanza n. 91/1992.
Sono ad oggi, infatti, circa 530.000 le persone di seconda generazione che vivono tale disagio, un fenomeno destinato a crescere in modo esponenziale nei prossimi anni, dato che le nuove nascite si attestano su circa 50.000 l’anno.

La tavola rotonda vedrà il contributo di testimonianze dirette di giovani appartenenti alle Seconde Generazioni:come quella di Loretta Grace (cantante) e di Sonia Van Arkadie (studentessa).

L’iniziativa ha inoltre il supporto ed il sostegno di importanti esponenti del mondo dell’arte (che parteciperanno ai lavori):

Francesca Reggiani, Mimmo Calopresti, Salvatore Marino.

La Tavola Rotonda è realizzata con il Patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e in collaborazione con il SEI UGL (
www.seiugl.it); Associazione Culturale PUNTOEACAPO (www.associazionepuntoeacapo.it); Associazione Culturale Genemaghrebina (www.genemaghrebina.it); Associazione fotografica bianco e nero, l’immagine latente (www.imagelatente.it); SOCIALNEWS (www.socialnews.it).

Per maggiori informazioni:

Osservatorio UGL sui fenomeni sociali, Roma, Via Margutta 19
tel. 06.32482277 – mail: osservatorio
sociale@ugl.it

Ufficio Stampa Ugl
Tel. 06.32482246 – mail: ufficiostampa2@ugl.it

Moldavo aggredito da un gruppo di giovani

Un cittadino moldavo di 33 anni ha denunciato di essere stato aggredito, ieri sera, nella zona periferica di Tor Bella Monaca, a Roma, da un gruppo di giovani mentre si trovava in strada con altri due connazionali. L'uomo portato al pronto soccorso del policlinico Tor Vergata ha avuto una prognosi di 30 giorni per la frattura del setto nasale.Per cercare di chiarire quali siano stati i motivi all'origine dell'aggressione, avvenuta in largo Mengaroni, sono stati avviati accertamenti sia dalla Digos sia dal commissariato Casilino.Secondo quanto riferito dal cittadino moldavo, il gruppo di aggressori, tutti giovani, avrebbe senza motivo dato vita ad una rissa con i tre stranieri, che secondo le prime indagini erano ubriachi. Prima alcuni spintoni poi sono arrivati i pugni: uno di questi ha colpito in volto il moldavo. Ad avvertire la polizia sono stati gli inquilini di una stabile della piazza ma all'arrivo delle volanti sia il gruppo di giovani italiani sia i connazionali dell'uomo ferito erano fuggiti.Il popolare quartiere di Tor Bella Monaca, negli ultimi tempi teatro di episodi di violenza, spesso ad immigrati, è stato la sede, la scorsa settimana di una riunione del Comitato Provinciale per la Sicurezza. Il comitato, voluto dal sindaco, Gianni Alemanno, arrivava dopo le aggressioni ad un senegalese di 30 anni, insultato e colpito con una bottiglia alla testa la notte di Pasquetta, ad un pakistano il 23 marzo scorso e ad un cinese il 2 ottobre scorso.

Studente accoltellato da un compagno di scuola

MONTEROTONDO (Roma) - Uno studente è stato accoltellato da un compagno di classe, in una scuola superiore di Monterotondo. I due ragazzi, entrambi di 16 anni, si erano dati appuntamento nei bagni dell'istituto tecnico industriale Cardano per chiarire alcune incomprensioni legate al rendimento scolastico e alle ragazze. Avrebbero iniziato a discutere e a un certo punto, uno dei due ha estratto un coltello da cucina (la lama era lunga 17 cm), e ha cercato di colpire l'altro alla gola. Il ragazzo è riuscito a schivare in parte la coltellata ed è stato colpito alla mano sinistra. Portato d'urgenza all'ospedale di Monterotondo, intorno alle 14, si è deciso di ricoverarlo, con una prognosi di circa 20 giorni (ha un tendine tagliato e probabilmente sarà sottoposto a intervento chirurgico). L'aggressore, residente a Mentana, è stato arrestato dai carabinieri dopo un lungo interrogatorio. E' accusato di tentato omicidio, lesioni e porto abusivo d'arma. Ed è stato trasportato nel centro di prima accoglienza di via Virginia Agnelli a Roma. Secondo gli elementi raccolti dagli inquirenti, all'origine dell'episodio ci sarebbe una figuraccia davanti ad alcune ragazze. Quello di oggi sarebbe stato l'epilogo di una serie di scherzi che i due ragazzi si facevano da tempo, anche in presenza di amici comuni.